Il recupero del Borgo di Mezzana

La Storia

Quando nel 2001 abbiamo acquistato Coricelli all’asta, bandita dalla Regione Toscana con l’intento di “porre in vendita alcune centinaia di case coloniche e altri edifici a uso agricolo in stato di abbandono, per fermare il degrado, rendere di nuovo abitate le campagne, dare un freno a un uso scorretto del territorio” (L.R. 29/01/97, n. ), ci sentivamo di cavalcare l’onda giusta.

Borgo di MezzanaIl nostro progetto di vivere in gruppo, di fondare un Ecovillaggio in una zona “marginale”, sembrava andare d’accordo con i propositi delle Istituzioni e perciò dei Cittadini! Una sensazione nuova e piacevole dopo vent’anni di partecipazione a movimenti ecologici e politici sempre troppo in anticipo sui tempi, sempre troppo “visionari”, sempre poco compresi.

 

Corricelli era un minuscolo borgo agricolo avvolto dal bosco e dal silenzio dell’abbandono, situato in Val Mezzana. Val Mezzana è perpendicolare alla Val Bisenzio, nei Monti della Calvana, al confine fra le province di Prato e di Firenze, nel Comune di Cantagallo; un tempo era protetta dalla Torre di Mezzana, una fattoria arroccata su una collina aguzza da cui si domina tutta la Valle. Gran parte della sua gente, una ventina di famiglie, viveva nel Borgo di Mezzana, poco sopra Corricelli.

La gente di Mezzana e di Corricelli si riconosceva parte del “popolo di Montecuccoli” che alla fine degli anni ’50 contava 700 anime.

Oggi Montecuccoli è un piccolo fantasma di paesino, con una pieve del I° secolo d.C. che all’epoca doveva avere una grande funzione di coordinamento territoriale, ma ormai è aperta solo un giorno a settimana per la messa. Le fattorie che lo circondavano e che davano lavoro alla popolazione sono scomparse. A Mezzana, fino al momento dell’abbandono, c’era stata perfino la scuola elementare.

Ascoltando i racconti dei pochi ex abitanti ancora viventi, sembra di entrare in un mondo favoloso, situato in un contesto naturale incontaminato, ma brulicante di attività umane e con una vita comunitaria intensa e partecipata: un mondo spazzato via dal più repentino e drastico cambiamento di stile di vita della storia recente, che ha portato via i contadini dalle campagne per riempire le fabbriche in città. Un mondo che noi, acquisendo Corricelli, sognavamo di far rivivere.

Al momento dell’asta regionale le uniche tracce di quella vita, sia a Corricelli che a Mezzana, oltre alle case smozzicate, erano i muretti a secco mezzo diroccati a sostegno dei terrazzamenti, e decine di noci, salici, pioppi, aceri, ciliegi e altre essenze da frutto, svettanti fra le querce, i prugnoli, i rovi, i frassini. Per noi di Corricelli (fondatori di Basilico, visionari a pieno titolo) era inevitabile pensare a una rinascita di tutta la Val Mezzana, immaginare il Borgo circondato di orti e frutteti rigogliosi, i suoi vicoli pieni di suoni di voci, i suoi laboratori artigiani, i magazzini, il forno, la “Locanda del Fico”…

Per un periodo abbastanza lungo il Borgo di Mezzana era rimasto in standby, fra l’asta andata deserta e la presa in carico diretta da parte del Comune di Cantagallo che è subentrato nella proprietà alla Regione nel 2006. Nel piano regolatore in vigore in quel periodo il Borgo di Mezzana veniva destinato a “centro di educazione ambientale”. Noi pensavamo che non potesse esserci niente di più educativo che riportare a Mezzana una piccola popolazione in armonia con l’ambiente: un ecovillaggio. Immaginavamo un cantiere gestito con i criteri della Permacultura, che non si occupasse solo di recupero edilizio, ma che fosse anche cantiere sociale, dove una comunità di abitanti prende corpo e mentre progetta secondo l’architettura bioclimatica, si occupa anche di creare i presupposti per l’auto-sostentamento recuperando i terreni con i metodi dell’agricoltura naturale, di progettare i servizi (asilo nel bosco, scuola familiare, centro di formazione, terapie naturali, biblioteca pubblica….) da poter condividere con gli abitanti delle zone limitrofe.

Sarebbe stato immediatamente anche un cantiere di formazione dal vero, sul campo, sui temi della bioarchitettura, della permacultura, dell’agricoltura naturale, del recupero di aree marginali, di creazione di ecovillaggi. Automaticamente il Comune di Cantagallo avrebbe raggiunto l’obiettivo di creare un centro di educazione ambientale, e anche di più: avrebbe ottemperato in pieno alle direttive regionali e agli indirizzi europei, di andare verso il ripopolamento, il presidio del territorio da parte dei propri abitanti: esseri umani che si riprendono il compito di vivere eticamente mantenendo l’equilibrio dinamico di tutte le cose, accettando quella che Albert Schweitzer chiamava “l’illimitata responsabilità per tutto ciò che esiste”.

Un bel sogno, difficile però farlo diventare un progetto vero e proprio. Da un lato, per le diverse strade seguite dall’Amministrazione: nel 2008, per esempio il Comune di Cantagallo ha emesso un Bando di Project Financing per il recupero del Borgo di Mezzana “da riconvertire a centro per il turismo sostenibile, culturale e destinato alla cura del corpo mediante un’operazione innovativa di partenariato pubblico/privato”. Lo studio di fattibilità che corredava il bando conteneva un’analisi ricca di dati e di punti di osservazione, un saggio molto ben documentato sull’area, prezioso nel colmare il vuoto di documentazione su quei luoghi. Vi veniva però introdotto il cosiddetto “principio di convenienza”, cioè l’”adeguarsi in modo “conveniente “ a questo mondo di forme storicizzate, non cercando di riproporre lo stile di vita e di uso di tipo residenziale stanziale purtroppo non riproponibile”. In questo il Comune si andava discostando dallo spirito della famosa legge 9 del 97 (citata sopra), che invece parlava di “rendere di nuovo abitate e abitabili le campagne”. Legge che peraltro nel 2004 era stata abrogata mentre le norme per il governo del territorio ora erano dettate dalla legge regionale 1 del 2005, molto più orientata sullo “sviluppo sostenibile”, la “promozione e valorizzazione delle potenzialità e delle tendenze locali allo sviluppo”, che sul ripopolamento.

Anche se il bando del Comune di Cantagallo è poi andato deserto, tracciava degli indirizzi con cui confrontarsi non senza difficoltà volendo muoversi in un’ottica di “decrescita felice”, anziché di “sviluppo sostenibile”.

Dall’altro lato, noi di Basilico, eravamo già anche troppo impegnati sul fronte del recupero di Corricelli, a impostare da zero un insediamento, a gestire la nostra economia, l’autosostentamento, e poi i contatti, gli incontri pubblici, il volontariato, la nostra stessa competenza in permacultura, che si andava formando e completando…Tuttavia “per statuto” non potevamo disinteressarci dei destini del Borgo di Mezzana.

 

Eravamo entrati a far parte, alla fine del 2005, dell’Accademia Italiana di Permacultura. L’Accademia rappresenta in Italia un movimento internazionale che attraversa Europa, America del Nord e del Sud, Oceania, Giappone, Africa e India, diffondendo i principi etici della cura della Terra e delle Persone e della condivisione delle risorse in maniera equa e solidale limitando il consumo. Principi che vengono realizzati a partire dalla scala locale, riunendo a livello concettuale e sistemico tutti gli aspetti concernenti la progettazione sostenibile di un sito, dalle attività necessarie al sostentamento, alle pratiche di ecologia sociale, alla capacità di fare rete e creare comunità intorno a un progetto perché possa realizzarsi a pieno titolo nel contesto sociale e territoriale in cui nasce.
E’ gemellata in particolare con le accademie inglese e spagnola, si è data la forma giuridica di APS e si ispira alle linee guida indicate nelle Convergenze Internazionali di permacultura e al manuale “Action Learning Path Way” utilizzato dall’Accademia Britannica.

Obiettivo prioritario dell’Associazione è quello di costituire una rete di supporto per le persone che hanno frequentato i corsi di Progettazione in Permacultura secondo il modulo di 72 ore utilizzato nelle accademie di tutti i Paesi, e che hanno deciso di continuare la propria formazione fino all’ottenimento del “Diploma di Progettazione in Permacultura Applicata”. Nell’ambito delle 72 ore,  una delle materie specificamente focalizzate è l’”Ecovillage Design” che proviene in particolare dalle esperienze di Crystal Waters (Australia), Sieben Linden e Zeg (Germania), Tamera (Portogallo).

Il metodo di lavoro che viene adottato nell’ambito dell’Accademia, è il metodo dell’ ”Apprendimento Attivo”, un sistema di auto formazione, un apprendistato innovativo rispetto ai sistemi convenzionali di formazione. Ogni apprendista progetta il proprio percorso di apprendimento attivo che avrà una durata minima di due anni, durante i quali è tenuto ad applicare la Permacultura nella propria vita e a fare pratica di progettazione.

Da un incontro all’altro, nella primavera del 2008 la proposta di Basilico di impegnarsi insieme in un progetto collettivo, convince l’Accademia. Il tema proposto è: il recupero del Borgo di Mezzana. La motivazione è forte, di affrontare una prova di progettazione in gruppo, che faciliti uno scambio ancora più approfondito sui temi della permacultura, favorendo la crescita del movimento. Adesso Mezzana ha a disposizione un bel pool di menti permaculturali per prendersi cura della sua rinascita. Nel gruppo confluiscono 4 tutor, 6 persone che sono già nel percorso di apprendimento attivo, alcuni che hanno completato il corso di 72 ore.

Il supporto del gruppo di Corricelli risulta indispensabile, sia per il portato di conoscenze e di esperienze sul luogo, sia da un punto di vista logistico; ma anche altre realtà della valle Mezzana accordano il loro sostegno, come la famiglia della Torre di Mezzana che ospiterà uno degli incontri invernali del gruppo di progettazione, offrendo un punto di vista unico sul Borgo di Mezzana e un contatto molto ravvicinato.

E’ l’inizio di una progettazione che potremmo definire “sociale”. Il gruppo di progettisti si riunisce periodicamente a Corricelli e fa vita insieme, gestendosi in gruppo le attività del vivere quotidiano; sperimenta metodi di confronto perché il progetto sia realmente partecipato e integri appieno il contributo di ogni partecipante, indipendentemente dal grado di esperienza o di “anzianità”.

E’ un’occasione per lavorare fianco a fianco, tutor e apprendisti, osservandosi l’un l’altro in azione e uscendo dalla logica del singolo progettista: è la risposta spontanea a una realtà della progettazione molto codificata e poco partecipata dove spesso i fruitori sono esclusi dalla scena e i progettisti tendono a rinchiudersi in una “torre d’avorio”.

L’interesse di questo percorso sperimentale è tale che durante l’ultima assemblea plenaria, nell’ambito dell’Accademia di permacultura si è stabilito che il lavoro di progettazione su Mezzana diventi una tappa del percorso di “Apprendimento attivo” per i diplomandi interessati. Mezzana diventa in questo modo anche un cantiere formativo di “progettazione sociale”, in un contesto che offre numerosi temi di studio, dall’ecovillage design, alla gestione del bosco e delle acque alla creazione di comunità e di economia locale e centinaia di altri elementi per la progettazione in permacultura. Decisione che rappresenta anche un germoglio di economia comunitaria, in quanto le risorse economiche che ogni membro del gruppo impiega volontariamente per partecipare alle riunioni in Val Mezzana, servono contemporaneamente a sovvenzionare anche gli incontri che nel percorso di apprendimento attivo devono comunque avvenire fra tutor e apprendisti.

Mezzana diventa in questo modo anche un cantiere formativo, un luogo aperto dove progetto e vita quotidiana si mescolano, dove il sogno di ecovillaggio diventa fin da subito, a prescindere se sarà realizzato, un vissuto reale.