Bioarchitettura e sostenibilità sociale

Rassegna stampa

A Firenze il primo appuntamento de ‘La Toscana dei consumatori’
Bioarchitettura e sostenibilità sociale, le nuove sfide dell’abitare
Baronti: «Basta con le costruzioni che isolano l’uomo e penalizzano l’ambiente»

Basta con le periferie degradate e alienanti, basta con le costruzioni che isolano l’uomo e non rispettano l’ambiente. La Toscana sceglie e promuove la linea del vivere e dell’abitare sostenibile, la bioarchitettura, le costruzioni a risparmio energetico, ma anche le urbanizzazioni che favoriscono la socialità, che abbattono le barriere della solitudine ricordano all’uomo che la qualità della vita è strettamente legata alla qualità delle relazioni instaurate.

E’ questo il messaggio che emerge al termine del convegno organizzato da Regione Toscana, Centro tecnico per il Consumo (Ctc, l’organismo che raccoglie le associazioni per la tutela dei consumatori attive in Toscana) e Ordine degli ingegneri.

Il convegno ‘Sostenibilità del vivere e dell’abitare’ si è tenuto oggi a Firenze, presso l’auditorium del Consiglio regionale, è il primo degli appuntamenti previsti nell’ambito della manifestazione ‘La Toscana dei consumatori’ ed ha visto confrontarsi esperti di relazioni sociali e di bioarchitettura, docenti universitari, rappresentanti di grandi aziende impegnate in produzioni innovative e testimoni di esperienze sperimentali in Italia, come quella del
cohousing.

«La sostenibilità del vivere, cioè delle relazioni sociali, e dell’abitare, cioè dell’edilizia e delle urbanizzazioni, è la nuova sfida del futuro – spiega l’assessore regionale alla casa, alla ricerca e alla tutela dei consumatori Eugenio Baronti – perchè è necessario un cambio di strategia per rispondere sia alla crisi economica e ambientale, sia all’imbarbarimento dei rapporti umani. Va in questo senso l’impegno della Regione, che ha destinato 13 milioni di euro proprio a progetti urbanistici di qualità, che abbiano come punti fermi proprio il rispetto dell’ambiente e la promozione della socialità».

«Occuparsi della tutela dei consumatori – ha aggiunto l’assessore nella tavola rotonda che ha concluso la mattina di studi – vuol dire non solo tutelare chi acquista qualcosa da frodi o abusi, ma prendersi cura del cittadino, aiutarlo a essere consapevole nelle proprie scelte, costruire per lui un modello alternativo a quello promosso dalla pubblicità. Per questo sosteniamo la filiera corta, promuoviamo i gruppi di acquisto solidale, ma abbiamo anche predisposto il ‘piano casa’ della Regione, che non è una misura di sostegno all’edilizia, come il presunto ‘piano casa’ del Governo, ma un investimento di ben 143 milioni di euro stanziati dalla Regione per costruire case a chi la casa non ce l’ha. Non dobbiamo dimenticare che in Italia, a fronte di un mercato del lavoro che chiede sempre più mobilità e flessibilità, solo il 4% delle costruzioni è per l’edilizia popolare e solo il 20% delle abitazioni è in locazione: questo crea una situazione insostenibile dove chi si deve spostare per lavoro non può farlo o si condanna ad un pesante pendolariato perché non riesce a trovare una casa se non a prezzi esorbitanti».

Nel corso della discussione il ruolo del consumatore come cittadino consapevole che orienta le scelte del mercato è stato ribadito e sottolineato anche dalla segretaria regionale di Adiconsum Grazia Simone, mentre il presidente provinciale dell’Ordine degli ingegneri Paolo della Queva ha centrato il suo intervento sulla necessità di trasferire le evoluzioni tecnologiche nell’edilizia, garantendo una buona progettazione capace sia di rispondere alle esigenze sociali, ma anche di prevenire rischi ambientali come quello sismico e quello idraulico. Stefano Varia, presidente dell’associazione dei costruttori edili Ance ha confermato che il futuro dell’edilizia è nell’ecosostenibilità e nella riqualificazione di fabbricati vecchi o dismessi, mentre il sindaco di Colle Val d’Elsa Stefano Brogioni, rappresentante dell’Anci, ha portato l’esempio del suo Comune sottolineando che «il momento più importante per la  sostenibilità è la pianificazione urbanistica e la riqualificazione cittadinaparte dal concetto di abitare».

Autore: Pamela Pucci La Nazione 4/10/09

 

Firenze Il ‘Vivere Sostenibile’ Al Centro Di Un Convegno

La Toscana sposa la bioarchitettura

La Toscana sceglie e promuove la linea del vivere e dell’abitare sostenibile, la bioarchitettura, le costruzioni a risparmio energetico, ma anche le urbanizzazioni che favoriscono la socialità, che abbattono le barriere della solitudine. E’ il messaggio che emerge dal convegno organizzato da Regione Toscana, Centro tecnico per il consumo e Ordine degli ingegneri su Sostenibilità del vivere e dell’abitare, primo degli appuntamenti previsti nell’ambito della manifestazione La Toscana dei consumatori.
A confronto, esperti di relazioni sociali e bioarchitettura, docenti universitari, rappresentanti di grandi aziende impegnate in produzioni innovative e testimoni di esperienze sperimentali in Italia, come quella del ‘cohousing’.

(  CREDO CHE LA MISURA DI CUI SI PARLA SIA LA SEGUENTE, CHE HO TROVATO SUL SITO DELLA REGIONE DOVE SI PARLA DELLE MISURE PER IL PIANO CASA )

Misura E (sperimentale) Progettazione e attuazione di interventi regionali pilota nel campo della bioarchitettura e bio-edilizia e di strutture alloggiative plurifamiliari di natura temporanea

Contenuti e finalità degli interventi pilota:

promuovere una cultura dell’abitare fondata su di un modo nuovo di costruire basato sull’uso di materiali ecologici, tecnologie dolci e non energivore, impiantistica per il risparmio energetico e per la produzione da fonti rinnovabili; promuovere una progettazione che accanto all’ecoefficenza degli edifici sappia aggiungere un’attenzione all’inserimento dell’intervento nel territorio e una progettualità attenta e curata anche nei dettagli, nel prevedere e nell’organizzare spazi e servizi comuni, per favorire le relazioni umane e sociali, lo scambio gratuito e mutualistico di servizi, la qualità della vita e dell’abitare per riportare a misura d’uomo ciò che all’uomo è destinato.

In anticipazione sulla nuova disciplina regionale dell’ERS – Edilizia Residenziale Sociale (PdL 2 marzo 2009, n. 7) e sulla base delle “Linee guida per la valutazione della qualità energetica ed ambientale degli edifici in Toscana” di cui alla delib. G.R. n. 322/2005, gli interventi pilota sono anche finalizzati ad acquisire e testare, per le diverse tipologie di intervento (RE e NC) e relativi profili realizzativi (progettuale, tecnico-amministrativo e procedurale, contabile e gestionale) ogni elemento utile per l’implementazione della regolamentazione attuativa di settore, con particolare riferimento alla determinazione di:

– requisiti tecnici e prestazioni minime obbligatori e supplementari degli edifici, sotto i diversi profili della sicurezza, della efficienza energetica, gestionale e manutentiva, del recupero e del risparmio idrico, dell’utilizzo di risorse rinnovabili;

– dotazioni minime obbligatorie e supplementari di spazi comuni di socialità e servizi atti a perseguire più elevati e sostenibili standards di vivibilità delle strutture residenziali;

– parametri unitari di valutazione economica dei livelli di qualità standard e supplementari degli immobili e relative forme di certificazione. L’analisi/valutazione dei fattori di costo e dei tempi necessari per il compimento del processo realizzativo delle strutture residenziali sarà effettuata anche in considerazione degli adempimenti delle Pubbliche Amministrazioni a vario titolo competenti nelle materie di interesse.

Individuazione degli interventi pilota

Per l’individuazione degli interventi oggetto di sperimentazione, la Regione emana un apposito bando di concorso riservato ai Comuni toscani per la espressione di manifestazioni di interesse a partecipare, in forma singola o associata, alla definizione e attuazione dei progetti pilota. La manifestazione di interesse esplicita le caratteristiche dell’immobile (edificio o area edificabile) di proprietà da mettere eventualmente a disposizione e del gruppo tecnico misto (Società di gestione – Responsabile del procedimento comunale) cui eventualmente affidare l’incarico di svolgere tutti gli adempimenti connessi con la progettazione e l’attuazione dell’intervento.

I protocolli tecnico-operativi di sperimentazione, la selezione degli immobili proposti, la valutazione dei risultati attesi e conseguiti, anche in relazione ai livelli e alle condizioni di “replicabilità” e miglioramento degli stessi, sono affidati ad una apposita Commissione tecnica nominata dalla Regione e composta da membri di acclarata qualificazione professionale nelle materie di sperimentazione, eventualmente integrata da un rappresentante della Fondazione bancaria impegnatasi a co-partecipare

Risorse finanziarie

Ad esclusione delle eventuali spese sostenute dai Comuni per l’acquisizione degli immobili (edificio o area edificabile), la realizzazione dei progetti pilota resta a totale carico della Regione, fino ad un importo complessivo pari a max Euro 13.000.000,00

(INTERESSANTE ANCHE QUEST’ALTRA)

Misura D Concorso alla realizzazione di interventi di acquisto e recupero di alloggi destinati alla prima casa tesi a favorire l’insediamento e il mantenimento della residenza nei comuni in situazione di maggiore disagio

1. Obiettivi

La presente misura straordinaria è finalizzata a:

a) contribuire al re-insediamento di popolazione attiva nei territori più disagiati e alla riqualificazione del patrimonio residenziale delle relative strutture insediative;

b) attivare, contestualmente e nel breve periodo, una pluralità di micro-cantieri capaci di assicurare il coinvolgimento di piccole imprese locali operanti nel settore del recupero e delle ristrutturazioni edilizie.

2. Disponibilità finanziarie: Euro 5.000.000

Tali disponibilità finanziarie sono finalizzate alla concessione di contributi in conto capitale a favore di singoli individui o nuclei familiari per l’acquisto/recupero di unità abitative dismesse da destinare alla prima casa ubicate nel territorio dei Comuni toscani con indice di disagio ex L.R. 39/2004 superiore al valore medio regionale (=74). Una quota non superiore al 70% delle disponibilità è riservata ai Comuni con indice di disagio uguale o superiore a 85.

3. Entità del contributo – Soggetti beneficiari – Requisiti e condizioni irrinunciabili

L’entità del contributo è determinata in una misura pari al 25% dei costi riconoscibili fino ad un importo massimo di Euro 40.000 ad alloggio.

Ad integrazione dei criteri e delle condizioni previsti dalle normative vigenti in materia di edilizia residenziale agevolata, l’ammissibilità delle domande di concessione dei contributi è subordinata alla verificata sussistenza dei seguenti specifici requisiti:

a) i richiedenti devono avere un reddito ISEE del nucleo familiare non superiore ad Euro 35.000 e una età non superiore a 40 anni;

b) la data del contratto di acquisto (stipulato in via preliminare o definitiva) non può essere anteriore ai sei mesi precedenti la pubblicazione sul BURT dell’Avviso pubblico regionale.Non sono ammissibili domande di contributo per la realizzazione di interventi i cui lavori, al momento della pubblicazione dell’Avviso pubblico regionale, risultino già iniziati o formalmente autorizzati.

A pena di revoca del contributo:

a) il contratto di acquisto dell’immobile oggetto di intervento deve essere perfezionato e stipulato entro e non oltre 90 giorni successivi al provvedimento di assegnazione del contributo;

b) gli alloggi recuperati devono essere stabilmente occupati dai richiedenti e dal proprio nucleo familiare;

c) gli alloggi recuperati possono essere alienati o locati nei primi 10 anni decorrenti dalla data di erogazione a saldo del contributo regionale solo in presenza di gravi, sopravvenuti e documentati motivi, previa autorizzazione rilasciata dal competente Ente associativo o Comune competente, secondo le vigenti normative regionali.

4. Selezione e presentazione delle domande – Assegnazione dei contributi – Inizio dei lavori

A pena di esclusione, le domande di contributo sono selezionate dai Comuni tramite procedure di evidenza pubblica e dagli stessi presentate alla Regione in modo unitario nei termini fissati dall’Avviso pubblico regionale, complete della documentazione richiesta e numerate secondo i criteri posti alla base della selezione riconoscendo, in ogni caso, titolo di priorità alle domande riguardanti l’acquisto/recupero di unità abitative ubicate all’interno dei centri storici come identificati dalla vigente strumentazione urbanistica comunale.

L’assegnazione delle risorse, nel rispetto della soglia massima di riserva di cui al precedente punto

2. e garantendo un pari numero di contributi per Comune, avviene sulla base un’unica graduatoria 9 regionale ordinata secondo l’indice di disagio ex L.R. 39/2004 dei Comuni di riferimento e, per ciascun comune, secondo le priorità sopra specificate.

Con propria deliberazione, la Giunta regionale approva la graduatoria e provvede all’assegnazione dei contributi.

I lavori di recupero devono iniziare entro e non oltre 120 giorni dalla data di pubblicazione sul BURT della deliberazione della Giunta regionale di assegnazione dei contributi. Decorso inutilmente tale termine di scadenza, il contributo è da ritenersi automaticamente decaduto e le corrispondenti risorse sono ri-assegnate secondo l’originaria graduatoria regionale. Le risorse eventualmente residue rientrano definitivamente nelle disponibilità della programmazione regionale.

(E QUESTO L’HO ESTRATTO DAL PIANO DI SVILUPPO RURALE 2007-2013)

5.3.3.2.2 Sviluppo e rinnovamento dei villaggi

1. Denominazione della misura: Sviluppo e rinnovamento dei villaggi (art. 52, b, ii del Reg. CE 1698/2005)

2. Codice Misura: 322

3. Obiettivi specifici individuati e collegamento con gli obiettivi generali del piano

La misura si propone di favorire la permanenza della popolazione nelle zone rurali ed il loro ripopolamento.

L’obiettivo è quello di rivitalizzare i piccoli centri abitati delle zone rurali, rafforzandone il tessuto sociale, mediante la riqualificazione degli stessi, coerentemente con le strategie delineate nel Piano di IndirizzoTerritoriale 2005-2010 della Regione Toscana. Tale finalità si colloca perfettamente nell’ottica dell’obiettivo specifico del PSR di “rafforzamento del sostegno alle popolazioni rurali”; in via subordinata ed in considerazione del fatto che risulta programmata con metodo LEADER, è evidente anche il contributo della stessa al “rafforzamento della capacità progettuale e gestione locale” nonché alla “valorizzazione delle risorse endogene dei territori”. Per quanto riguarda gli obiettivi generali comunitari la misura fa riferimento a quello di ‘Migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione delle attività economiche’.

4. Descrizione della misura e articolazione interna

La misura prevede il sostegno ad interventi pubblici di riqualificazione di piccoli centri interessati dal degrado finalizzati ad allestire spazi pubblici di servizio ed a riqualificare l’arredo urbano, inseriti in progetti complessivi volti a garantire le condizioni per la permanenza e la vitalità di tali centri. L’obiettivo di rinnovamento di tali centri, mediante la riqualificazione degli stessi, potrà favorire la permanenza dei residenti ed il possibile insediamento di persone provenienti da altre zone, in sinergia con il rafforzamento dei servizi essenziali alla popolazione, sono incoraggiati investimenti in strutture ad uso sociale, la creazione di spazi comuni ovvero per la riqualificazione dell’arredo urbano.

5. Localizzazione degli interventi

Zone rurali classificate come C2 e D e zone ad esse assimilabili.

6. Limitazioni, esclusioni, condizioni specifiche di accesso

Il sostegno agli interventi è limitato ai nuclei e centri abitati, anche in zona non montana, così come definiti dall’Istituto ISTAT (secondo le casistiche “nucleo speciale montano” e “nucleo speciale montano già nucleo ora spopolato”) ed individuati dai regolamenti urbanistici comunali vigenti – zone A ex D.M. 1444/1968 – interessate da fenomeni di spopolamento ed abbandono (decremento demografico, decremento del numero di abitazioni occupate su totale abitazioni) nel quinquennio precedente la presentazione della domanda di sostegno.

Gli investimenti immateriali sono ammissibili solo se collegati ad investimenti materiali ai sensi dall’articolo 55, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (CE) 1974/2006, e se connessi e funzionali alla realizzazione degli investimenti materiali previsti nel progetto. Nel caso di progetti che prevedono investimenti immateriali, la quota complessiva delle spese immateriali, comprensiva anche delle spese generali, non può essere superiore al 25% dell’intero investimento ammissibile.

7. Beneficiari

Soggetti di diritto pubblico.

8. Forma del sostegno, modulazione dei premi/indennità/tassi di contribuzione

Il sostegno è concesso in forma di contributo a fondo perduto pari al 100% del costo totale ammissibile.

9. Indicatori

TIPO INDICATORI INDICATORI COMUNI INDICATORI SPECIFICI

Indicatori fisici di realizzazione – numero di villaggi interessati:40

– volume totale degli investimenti: 28.000.000

Indicatori di risultato – popolazione rurale utente di servizi migliorati: 2.000

– maggiore diffusione dell’internet nelle zone rurali: n.d22

Indicatori di impatto – Crescita economica: effetto valorizzato complessivamente nell’ambito dell’Asse 4 poiché sinergico con le altre misure programmate con il metodo Leader;

– Posti di lavoro creati: effetto valorizzato complessivamente nell’ambito dell’Asse 4 poiché sinergico con le altre misure programmate con il metodo Leader

10. Criteri di demarcazione con altri fondi

Gli interventi di riqualificazione in zona rurale sono sostenuti solo dal FEASR, il POR Creo FESR della Toscana sostiene interventi simili unicamente nelle aree urbane.

5.3.3.2.3 Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale

1. Denominazione misura: Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale (art. 52, b, iii/art. 57 Reg.CE 1698/05)

2. Codice misura: 323

3. Obiettivi specifici individuati e collegamento con gli obiettivi generali del piano

La misura opera in due direzioni, che rappresentano anche le sottomisure in cui si articola. Da un lato, mira a conseguire la piena funzionalità del sistema di protezione regionale istituito ai sensi della normativa comunitaria nell’ambito della rete natura 2000 e a creare dei collegamenti fra i diversi siti protetti, contribuendo alla preservazione e al ripristino in uno stato di conservazione soddisfacente di specie ed habitat di particolare interesse conservazionistico. Dall’altro, mira a valorizzare il patrimonio culturale/paesaggistico delle zone rurali al fine di aumentarne l’attrattività e migliorare la qualità della vita della popolazione. Le componenti culturali/paesaggistiche in ambito rurale non solo costituiscono risorse da tutelare e tramandare ma la loro valorizzazione ha una reale valenza strategica nel processo di riqualificazione del territorio rurale, con forti ricadute in termini di sviluppo economico sostenibile.

La misura è finalizzata prioritariamente al perseguimento dell’obiettivo specifico del “rafforzamento del sostegno alle popolazioni rurali”, oltre che dell’obiettivo di “conservazione della biodiversità delle specie selvatiche e di quelle coltivate o allevate”, che rappresentano un inestimabile patrimonio per la Regione Toscana. Anche in questo caso, essendo la misura programmata e gestita con metodo LEADER, ne risulta un contributo al perseguimento dei due obiettivi “rafforzamento della capacità progettuale e gestionale locale” e “valorizzazione delle risorse endogene dei territori”.
Per quanto riguarda gli obiettivi generali comunitari la misura fa riferimento a quello di ‘Migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione delle attività economiche’.

4. Descrizione della misura

La misura si articola in due sottomisure:

a) tutela e riqualificazione del patrimonio naturale

b) riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale.

22 Nella misura non sono previste azioni che permettano di valorizzare tale indicatore

 

Sottomisura a) Tutela e riqualificazione del patrimonio naturale

Il sostegno di cui all’articolo 52, lettera b), punto iii) è concesso per la stesura di piani di protezione e gestione dei siti NATURA 2000 e di altri luoghi di grande pregio naturale: iniziative di sensibilizzazione ambientale e investimenti relativi alla manutenzione, al restauro e alla riqualificazione del patrimonio culturale, nonché allo sviluppo di siti di grande pregio naturale (art. 57 par. a Reg. CE 1698/05). Per sviluppo di luoghi di grande pregio naturale si intende la valorizzazione e il miglioramento dello stato di conservazione di habitat e specie protette presenti all’interno di SIR mediante l’ attuazione delle misure e delle conseguenti azioni ritenute necessarie in base a quanto prescritto dall’eventuale piano di gestione o dagli strumenti di pianificazione esistenti opportunamente integrati con le indicazioni regionali.

Gli interventi sostenuti sono:

a) redazione di piani di gestione finalizzati all’attuazione delle misure di conservazione previste per i siti NATURA 2000 così come definiti dall’art. 2 della LR 56/00 e riportati nell’elenco di cui all’allegato D della medesima legge e successive modifiche. Le operazioni finanziate riguardano esclusivamente le fasi necessarie alla stesura dei piani, dalle indagini conoscitive fino alla stesura degli elaborati definitivi, sia di carattere progettuale che gestionale.

b) progettazione di reti ecologiche provinciali, finalizzate alla creazione di elementi strutturali di connessione ecologica, così come definiti nella DGR 1148/02 inerente le “indicazioni tecniche per l’individuazione e la pianificazione delle aree di collegamento ecologico”. Le Reti Ecologiche vengono infatti percepite come strumento di pianificazione fondamentale per una corretta gestione e conservazione, dei siti Natura 2000 così come definiti dall’art. 2 della LR 56/00 e riportati nell’elenco di cui all’allegato D della medesima legge e successive modifiche. Le azioni finanziate riguardano esclusivamente le fasi necessarie alla progettazione delle reti ecologiche, dalle indagini conoscitive fino alla stesura di elaborati definitivi di carattere progettuale e gestionale.

5a. Localizzazione degli interventi

Zone NATURA 2000, ricadenti nelle zone rurali classificate come C2 e D e zone ad esse assimilabili, designate ai sensi delle Direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE così come definite dall’art. 2 della LR 56/00 e riportate nell’allegato D della medesima legge e successive modifiche.
Tali azioni potranno essere localizzate anche nelle aree esterne alla perimetrazione dei SIR laddove si ravvisi la necessità di effettuare rilievi conoscitivi finalizzati ad una piena attuazione delle misure di conservazione previste e a salvaguardare i valori tutelati all’interno dei siti stessi.
In particolare gli interventi di cui alla lettera b), oltre che nelle zone definite al precedente punto, potranno essere realizzati nelle zone del territorio regionale aventi particolare valenza naturalistica in ragione della loro specifica funzione di elementi strutturali di connessione ecologica tra due o più SIR.

6a. Limitazioni, esclusioni, condizioni specifiche di accesso

a) La redazione di piani gestione è prevista prioritariamente per quei siti in cui ne è specificatamente individuata la necessità ai sensi dell’art. 6 della Direttiva Habitat, dell’art. 4 della L.R. 56/00, così come esplicitato nella D.G.R. n. 644 del 5/7/2004 con i termini di “Elevata” o “Molto elevata”.

Il piano di gestione dovrà essere redatto sulla base dei contenuti e dei criteri stabiliti dalla normativa comunitaria, nazionale (“Linee guida per la gestione dei Siti Natura 2000” – Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del 3 settembre 2002 e “Manuale per la gestione dei siti Natura 2000” redatto dal Ministero dell’Ambiente) e regionale di riferimento. L’accesso al finanziamento è subordinato alla adozione e approvazione del piano da parte della Provincia o Ente Parco competente ai sensi di quanto previsto dalla L.R. 56/00 e L.R. 1/05. b) La concessione del finanziamento per la redazione di progetti finalizzati alla realizzazione di Reti Ecologiche è subordinata all’impegno delle Amministrazioni Provinciali di includere i suddetti elaborati negli strumenti urbanistici provinciali (Piani Territoriali di Coordinamento), così da costituire uno strumento di pianificazione territoriale a tutti gli effetti, sia in termini di localizzazione degli interventi che di tipologia degli stessi così come previsto dalla LR 1/2005.

7a. Beneficiari

Province ed Enti Parco.

8a. Forma del sostegno, modulazione dei premi/indennità/tassi di contribuzione

Il sostegno è concesso in forma di contributo a fondo perduto pari all’100% del costo totale ammissibile.In base alla tipologia di intervento la percentuale di contribuzione max. a fondo perduto è:
• per gli interventi di cui alla lettera a) pari all’ 80% del costo totale ammissibile.

• per gli interventi di cui alla lettera b) pari al 60% del costo totale ammissibile.

Il contributo per gli interventi di cui alla lettera a, in base alla superficie in ettari del sito, non può essere superiore (massimale) a:

Superficie compresa tra 0-4.000 ettari = 30.000 euro

Superficie compresa tra 4.000- 20.000 ettari = 40.000 euro

Il contributo per gli interventi di cui alla lettera b non può essere superiore (massimale) a: 30.000 euro

9a. Coerenza ed interrelazioni con altri interventi di sostegno pubblico

Gli interventi di cui alle lettere a),b) sono coerenti sia con le Direttive 79/409/CEE (Uccelli) e 92/43/CEE (Habitat) sia con la normativa nazionale e regionale di recepimento (DPR 357/97 e succ.mod. e LR 56/00).

Sottomisura b) Riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale

Il patrimonio culturale in Toscana è fattore costitutivo dell’identità regionale e la cultura nel suo complesso costituisce forse il più rilevante capitale sociale della Regione. La sottomisura pertanto interverrà a sostegno di interventi di restauro e valorizzazione di tale grande patrimonio ai fini della sua conservazione ed essenzialmente della sua pubblica fruizione finanziando:
Il restauro e la riqualificazione del patrimonio culturale e la tutela di siti di pregio paesaggistico.

I progetti di investimento saranno inerenti a:

a. le cose immobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante, o che rivestono un interesse particolarmente significativo da un punto di vista paesaggistico e che sono espressione della storia, dell’arte e della cultura e che rivestono un interesse particolare ai fini della loro fruizione culturale pubblica, localizzate in aree o centri rurali;

b. le altre cose immobili pubbliche e di uso pubblico finalizzate ad una fruizione culturale: istituzioni documentarie, musei, teatri, spazi e centri espositivi per la produzione dello spettacolo (unicamente nei centri rurali);

c. interventi inerenti la valorizzazione di aree e/o percorsi di grande interesse

culturale/paesaggistico;

La realizzazione di studi e investimenti per la salvaguardia degli aspetti significativi e

caratteristici del paesaggio rurale.

5b. Localizzazione degli interventi

Zone rurali classificate come C2 e D e zone ad esse assimilabili.

6b. Limitazioni, esclusioni, condizioni specifiche di accesso

Nel rispetto della finalità primaria di fruizione del patrimonio culturale i progetti dovranno prevedere:

a. un piano di gestione/fruizione del bene oggetto di investimento

b. essere parte di un progetto di sviluppo integrato dell’area di riferimento

c. essere integrato con le politiche regionali e locali in materia di beni e attività culturali.

Gli investimenti immateriali sono ammissibili solo se collegati ad investimenti materiali ai sensi dall’articolo 55, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (CE) 1974/2006, e se connessi e funzionali alla realizzazione degli investimenti materiali previsti nel progetto. Nel caso di progetti che prevedono investimenti immateriali, la quota complessiva delle spese immateriali, comprensiva anche delle spese generali, non può essere superiore al 25% dell’intero investimento ammissibile.

7b. Beneficiari

Soggetti di diritto pubblico, fondazioni ed enti senza finalità di lucro.

8b. Forma del sostegno, modulazione dei premi/indennità/tassi di contribuzione

Il sostegno è concesso in forma di contributo a fondo perduto pari al 100% del costo ammissibile.

 

9. Indicatori

TIPO INDICATORI INDICATORI COMUNI INDICATORI

SPECIFICI

Indicatori fisici di realizzazione – numero degli interventi sovvenzionati:70

– volume totale di investimenti: 25.000.000

Indicatori di risultato – popolazione rurale utente di servizi migliorati:

500.000

Indicatori di impatto – Crescita economica: effetto valorizzato complessivamente nell’ambito dell’Asse 4 poiché sinergico con le altre misure programmate con il metodo Leader;

– Posti di lavoro creati: effetto valorizzato complessivamente nell’ambito dell’Asse 4 poiché sinergico con le altre misure programmate con il metodo Leader

10. Criteri di demarcazione con altri fondi

Il PSR ed i Programmi Operativi Regionali (FESR e FSE) non possono finanziare nello stesso territorio, lo stesso tipo di operazione in favore della stessa tipologia di beneficiario.

Per quanto attiene la sottomisura A), il FEASR sostiene la redazione di piani di protezione e di gestione e la progettazione di reti e corridoi ecologici,; mentre il FESR riguarda investimenti e infrastrutture, anche collegate alla biodiviersità, finalizzati allo sviluppo socio-economico delle aree interessate.

Per la sottomisura B), il FEASR sostiene la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale nelle zone rurali intervenendo su singoli beni minori; mentre il FESR promuove esclusivamente la valorizzazione dei beni culturali per i poli di eccellenza e i grandi attrattori del patrimonio culturale. Nel caso di sovrapposizione dei due strumenti di sostegno (possibile esclusivamente nel caso di interventi di valorizzazione dei beni culturali), la demarcazione e la sinergia tra i due strumenti è garantita mediante l’introduzione di una soglia dimensionale che ne delimiti il campo di applicazione. In tal senso sono ammissibili esclusivamente interventi con dimensione finanziaria inferiore a 300.000 euro di investimento, mentre con il FESR è possibile finanziare esclusivamente interventi al di sopra di tale importo.

5.3.3.3.1 Formazione e informazione rivolte agli operatori economici

impegnati nei settori che rientrano nell’asse 3

NON E’ PREVISTA L’ATTIVAZIONE DELLA MISURA

5.3.3.4.1 Acquisizione di competenze animazione in vista dell’elaborazione e

dell’attuazione di strategie di sviluppo locale

NON E’ PREVISTA L’ATTIVAZIONE DELLA MISURA